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AGONISMO CHE FATICA!

16-03-2009 - Area tematica
autore : francesca.perna
Disidratazione, consumo di zuccheri e stress avversari da battere La mancanza di energia può colpire anche gli atleti più preparati. Prima di una gara conta la giusta alimentazione.

Mancanza di energia, stanchezza, astenia ed esaurimento sono sensazioni note a tutti gli sportivi. Si tratta di uno spiacevole stato di affaticamento psico-fisico che insorge in particolari situazioni e compromette il buon umore, annienta l´entusiasmo nella pratica sportiva e determina un malessere generale. L´esercizio fisico stimola una serie di cambiamenti a livello metabolico, neuroendocrino e cardiorespiratorio che consentono all´organismo di far fronte alle richieste imposte dall´allenamento. Se poi lo sforzo fisico diventa più impegnativo e si protrae nel tempo, questi adattamenti fisiologici non sono più sufficienti e l´individuo avverte i sintomi della fatica.
Diversi studi hanno indicato la disidratazione e l´esaurimento delle riserve dei carboidrati come le cause principali della stanchezza indotta dall´attività sportiva. Anche altri fattori però, come la stanchezza mentale e la presenza di acido lattico, si possono e si devono aggiungere per giustificare il calo della prestazione fisica e l´aumento della percezione dello sforzo.

La disidratazione e il surriscaldamento
Bere acqua è fondamentale durante l´esercizio fisico per il ruolo vitale che essa svolge nella funzione cardiovascolare e nella termoregolazione. Le alterazioni dell´equilibrio idrico ed elettrolitico, dovute alla perdita di acqua con la sudorazione, soprattutto nelle discipline sportive di resistenza, sono responsabili della sensazione di fatica. Sodio, cloro, potassio e magnesio sono infatti elementi indispensabili alla contrazione muscolare. Inoltre durante l´attività fisica la temperatura di un atleta può arrivare e superare i 40 C, ed è il sistema circolatorio che, oltre a provvedere al fabbisogno energetico e metabolico dei muscoli sotto sforzo, deve intervenire nei meccanismi di termoregolazione.
Il sangue trasporta il calore generato dai muscoli fino alla pelle perché venga dissipato. Un pericolo concreto si verifica quando l´esercizio si svolge in un clima caldo umido. Il sudore in tali condizioni non evapora in maniera adeguata perchè l´aria circostante è già satura di acqua, e senza gli effetti refrigeranti dell´evaporazione l´organismo non è in grado di mantenere la temperatura nei valori normali. Se l´impegno fisico continua in queste condizioni aumentano le probabilità di un colpo di calore e di un collasso.

Le fonti energetiche dei muscoli
Durante un esercizio molto intenso e di breve durata l´esaurimento del glicogeno muscolare può provocare stanchezza perché la maggior parte dell´energia viene fornita dai carboidrati immagazzinati nei muscoli sotto forma di glicogeno. Dopo circa due ore di attività continuata il ridotto contributo del glicogeno muscolare viene controbilanciato da un aumento del glucosio circolante e dopo circa tre ore anche il fegato che ne aveva fornito una certa quantità riduce la sua produzione a causa dell´esaurimento del glicogeno epatico.
A questo punto l´atleta avverte il senso di stanchezza e non si tratta soltanto di stanchezza del muscolo ma di fatica neuro muscolare che interessa anche il sistema nervoso centrale. Il glucosio, infatti, oltre a fornire l´energia necessaria alla contrazione muscolare è una fonte vitale di energia per il cervello e il sistema nervoso.
Nei giorni che precedono una gara di resistenza l´alimentazione dovrebbe essere mirata all´accumulo di riserve energetiche necessarie alla prestazione sportiva. In prevalenza si tratterebbe di un apporto glucidico con alimenti costituiti da zuccheri complessi (cibi ricchi in amido come patate, pane e pasta), in modo da aumentare il contenuto iniziale di glicogeno nei muscoli.

di Claudio Tedesco
Spec. in Scienze Motorie e Sportive, Roma

Fonte: www.francescaperna.it

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